dalle bolle al cubo parte prima - dalle bolle al cubo parte seconda

 

Aspettando nino

Prima che tu arrivassi avevamo già iniziato ad indagare la realtà e analizzare la forma degli oggetti che ci circondano.

I bambini hanno quasi immediatamente rilevato la somiglianza e la costanza delle forme, imparando e riconoscerle, almeno le fondamentali.

Dopo l’esperienza sulle bolle e la “creazione” della sfera è stato un brulicare di osservazioni e scoperte come se, l’ aver creato con le proprie mani, gli avesse aperto un mondo di possibilità.

Il lavoro seguente è nato dalla tua proposta se era possibile creare bolle quadrate e dalla curiosità se i bambini fossero in grado di creare con le proprie mani uno “strumento” che gli permettesse di fare le bolle quadrate o ancor più cubiche, per rimanere in tema di “solidi”.

Si è cominciato così ad osservare il cubo manipolandolo, tastandolo, giocandoci.

( vedi foto)

Ecco le loro osservazioni

“il cubo non può rotolare perché ha gli spigoli, la palla che è una sfera invece sì perché non ha gli spigoli” Nicola

“se il cubo è nello scivolo, scivola ma no rotola perché ha gli spigoli e i vertici”Francesca

“Il cubo ha tutte le dimensioni uguali “ Lorenzo

“il cubo ha anche il volume” Niccolò

“ che cos’è il volume?”

“ è lo spazio che c’è dentro, che fa contenere gli oggetti” Niccolò

“il cubo ce l’ha perché è alto” Francesco

“perché ha le tre misure e il volume è quello che c’è dentro”Matteo S.

“ha anche 8 punte” Elena

“siamo proprio sicuri che si chiamano punte?”

Quando i bambini si trovano davanti ad un termine che non conoscono ed è improbabile che possano scoprirlo allora è molto efficace e a loro piace da morire giocare al gioco dell’impicco, in questo modo giocando scoprono i termini e difficilmente li dimenticano perché è una gara contro l’insegnante e l’insegnante vince ben poche volte……

“si chiamano vertici” Federico S

“il cubo è formato da 6 quadrati tutti uguali” Claudio

“anche se i cubi sono più piccoli hanno le stesse caratteristiche dei più grandi” Federico P

Le osservazioni continuano all’infinito, i bambini si incalzano cercando anche le cose più strane… quando oramai hanno conquistato familiarità con la forma la proposta passa sul piano operativo.

Ora costruiamo un cubo usando delle carte.

I bambini si cimentano con delle tessere del memory, apprendono che devono essere 6, che devono essere tutte uguali e che occorre assemblarle in modo preciso.

Ognuno di loro “crea” la propria strategia da solo o in gruppo, senza l’utilizzo di nessun supporto oppure furbescamente ( e chi ci avrebbe mai pensato) utilizzando i colori dentro l’astuccio.

La soddisfazione è vedere loro soddisfatti e felici.

 

 

 

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