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copertina del retro del quadernone

 

Essere lenti è un problema? Ma essere lenti che vuol dire? La velocità è relativa. Essere lenti rispetto a che cosa?

Abbiamo ripreso in mano tutte le striscioline delle ipotesi (trascritte da me mentre venivano formulate e poi battute al computer dai bambini). Sembrava tutto lineare: se individui categorie di domande, riesci con facilità a classificare le risposte. E invece no ... Le ipotesi erano tante, rileggerle e confrontarle è stato faticosissimo. Il carico di lavoro e il livello di attenzione che chiedevo non erano adeguati alle capacità e ai ritmi di tutti i bambini. C'era anche un altro ostacolo: le risposte erano state formulate in relazione a una domanda molto ampia e non sempre era chiaro l'aspetto che si stava toccando. Ad esempio:

7 semi volano con il vento o con i raggi di sole" è un'ipotesi facilmente associabile alla domanda CHI TRASPORTA I SEMI?

"Dentro i semi c'è una magia" è un'ipotesi per cui è stato difficile trovare la domanda di riferimento.

Non potevo andare avanti, mi sembrava sbagliato "forzare".

Non sapevo dove muovermi! Forse intuivo la necessità di fare qualche passo indietro ma era l'ultima cosa che volevo fare.

Sono stata salvata da Claudio e Lorenzo, due bambini fuggiti da un'altra scuola. Sono arrivati in classe al momento giusto!

Il lavoro si è fermato per qualche tempo (il tempo da dedicare all'accoglienza, alla conoscenza, alle nuove relazioni, alle coccole ...), poi siamo ripartiti da zero. I "vecchi" bambini hanno raccontato la storia di Ping ai "nuovi", hanno mostrato loro la scatola dei semi, hanno spiegato che da una grande domanda iniziale erano saltati fuori tanti "mini"problemi. Hanno anche spiegato che le risposte ai problemi le troviamo in classe, senza l'aiuto dei grandi. Ai nuovi bambini il lavoro è piaciuto molto e hanno subito aggiunto due domande:

o perché i semi sono fatti così? (domanda di Claudio, a cui non basta sapere come sono fatti)

o perché i semi sono venuti al mondo? (domanda di Lorenzo, che non vuole sapere che funzione hanno i semi, vuole sapere altro, forse vuole indagare sul senso dell'esistenza ...).

Abbiamo deciso di trattare un mini-problema alla volta. I bambini hanno voluto iniziare con la domanda "COME SONO FATTI I SEMI?" (nel "ventaglio", questa domanda è abbinata al colore fucsia). Le ipotesi sono state formulate in maniera mirata; i concetti non sono cambiati ma sono stati espressi con maggiore chiarezza. Che sollievo!

In classe si sono formati due schieramenti: un gruppo di bambini ha ipotizzato la presenza di una piantina dentro il seme e un altro gruppo, considerando fantascientifica l'idea dei compagni, ha preferito restare con i piedi per terra: dentro i semi c'è una cosina bianca, non esageriamo con l'immaginazione! Non è possibile che dentro il seme si nasconda un alberello in miniatura, al limite ci può stare un pizzico di magia! Sì, dentro i semi c'è una cosa bianca che fa una magia! Il gruppo dell'ipotesi 1 ha sorriso... La magia non esiste... Sara, che è una piccola strega e la magia ce l'ha nel sangue, ha lasciato tutti senza parole quando ha fatto notare che una piantina che viene fuori da un seme è qualcosa di magico. Aveva gli occhietti sfavillanti e un tono deciso, mentre parlava. Per qualche secondo, ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte alla fata guardiana dei semi e dei loro segreti...

Mi piace questo modo di vedere la vita... Sara è una bambina molto sveglia, una vera "dritta". Guarda bene in faccia le cose, ma non lo fa con uno sguardo freddo. Che armonia ha dentro di sé!

24 gennaio

Dopo una settimana di assenza (accidenti ai virus dell'influenza!), abbiamo nel cerchio della discussione anche Gabriele, Marianna, Michela, e Sofia. Rifacciamo il punto della situazione...

Tre dei quattro bambini si schierano dalla parte di Salvatore (anche se oggi non sembra più tanto sicuro che ci siano solamente differenze tra i semi).

Dibattito Acceso.

Chiedo ai bambini di immaginare un seme di fagiolo e uno di mela al centro del nostro cerchio.

Li vediamo galleggiare nell'aria, enormi.

Chiedo di elencare le loro differenze: sono tante.

Andiamo avanti.

Chiedo di individuare “cose” in comune. Sono tutti d'accordo: buccia, polpa dura e formista.

Cerchiamo nel quaderno dei lavori fatti in prima classe, le carte delle proprietà.

Cerchiamo i colori di una buccia di fagiolo: i bambini prendono la carta del viola, quella del rosso cupo e del marrone.

Lavoriamo sullo spessore. Abbiamo una scala di spessori: quello della nostra buccia di fagiolo è uguale allo spessore della carta per fotocopie. Lavoriamo sullo spazio che occupa la buccia. Sara propone di misurarla in questo modo: prendiamo una stoffa, la mettiamo intorno al fagiolo (“deve fare tutto il giro”) e la ritagliamo. Ci ritroviamo con un pezzetto di stoffa più grande del seme. Sara commenta così:”certo che è più grande! Anche la buccia, se riusciamo a staccarla tutta intera, ha questa grandezza”. Tutti d'accordo.

Al centro del cerchio mettiamo i nostri dati (le carte e il pezzetto di stoffa) e un cartellino con la scritta “buccia”. Prendiamo due scatole: in una mettiamo il nome della parte del seme, nell'altra le proprietà. Nasce l'esigenza di non mischiare le proprietà, di mantenere un certo ordine nella scatola: costruiamo dei muretti che delimitino lo spazio riservato a ciascuna proprietà. Il lavoro con le scatole è importante per la costruzione consapevole di una tabella sul foglio.

Procederemo allo stesso modo per le altri parti del fagiolo e poi per gli altri semi.

Pensavo di evitare l'attività che ti ho descritto, ma i bambini che sono rientrati oggi hanno bisogno di soffermare l'attenzione su PARTI E PROPRIETA'. E poi è importante per tutti organizzare i dati.

Vivo nel dubbio di perdere troppo tempo. In fondo sento che soffermarsi e “snocciolare” è importante e poi non riesco a fare finta di niente, se un bambino ha bisogno di altri tempi, di altri stimoli...

Ma resta il fatto che sono lenta, molto lenta. E' un problema?

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