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La copertina del "libro" fatto da un bambino, sul lavoro della carta riciclata fatto in prima classe (di prossima pubblicazione) e su che cosa sono i semi, in seconda.

 

Il libro citato in questo inizio di lavoro:

"Il vaso vuoto" di DEMI (Chralotte Hunt), edizioni Rizzoli, 2010

Dalla prima di copertina:

"L'imperatore amava i fiori. E quando giunse il tempo di scegliere un erede, regalò un seme a tutti i bambini del regno. "chi di voi, tra un anno, mi porterà il fiore più bello, mi succederà al trono" proclamò.

Il piccolo Ping piantò il suo seme e badò a lui ogni giorno. Ma il seme non germogliava. E quando arrivò la primavera, Ping si presentò all'Imperatore con un vaso vuoto.

La raffinata arte di Demi e il testo semplice e poetico raccontano come l'insuccesso di Ping si tramuta in trionfo. Una fiaba dove sincerità e onestà vengono premiate.

(N.d.R. - tutti gli altri bambini portano all'imperatore fiori stupendi, solo Ping porta il vaso vuoto, ma i semi erano stati cotti e non potevano germogliare...)

Molto tempo fa (il bei tempo dei corsi di aggiornamento!) ho sentito dire, da una formatrice, che alla Città della Scienza si sperimentava un nuovo modo di fare laboratorio con i bambini: gli operatori mescolavano attività scientifica e fiaba, o qualcosa del genere. In quel periodo avevo letto qualcosa sull'intelligenza emotiva a scuola e avevo ancora impressa nella memoria la potenza dei giochi di ruolo (sperimentata in alcuni corsi di educazione interculturale). Un pizzico dì questo, un pizzico dì quello ... Ho provato ad inventare e ho scoperto queste cose: *

  • in fase di formulazione di ipotesi, in una situazione di stallo, un bambino che si trasforma in pirata (minacciato di essere dato in pasto a ferocissimi squali) ha una fortissima motivazione a cercare soluzioni e lo fa con grande coinvolgimento;

  • all'inizio di un percorso di lavoro, la fiaba conduce l'attenzione dei bambini più piccoli proprio davanti alla finestra che la maestra vuole aprire. Poi ognuno vede aspetti diversi e si pone domande diverse, c'è chi si interroga e chi è ancora dentro, la fiaba, ma ci sono tutti.

Immagino che alla Città della Scienza abbiano sviluppato strategie un po' più sofisticate delle mie! in ogni caso, ai bambini piacciono le storie e i sogni e la magia e mi sembra importante che queste cose svolazzino nell'aria, anche nelle ore di scienze ... Premesso questo, provo a descrivere il percorso di lavoro della classe seconda ...

 

Abbiamo iniziato con un racconto che trovo delicato e profondo: "il vaso vuoto". Ti presto il libro! La storia ha incantato i bambini.

Hanno voluto riascoltarla e riascoltarla... Alla fine si è come creato un legame tra i piccoli e la storia di Ping. Quando ho proposto di tenere in aula una scatola di semi, erano tutti entusiasti e forse un po' imperatori...

Per qualche giorno a scuola c'è stato un viavai di frutti, semi e anche bulbi ("Bulbo è il nome proprio di questo seme" ha detto Francesco).

Ci sono stati molti scontri verbali riguardo alla presenza dei bulbi nella scatola dei semi e, alla fine, in classe c'era un problema condiviso: CHE COSA SONO I SEMI?

Una valanga di risposte al problema (le trovi nell'ultima cartellina del quaderno) e, un giorno, una riflessione stupefacente: alcuni bambini si sono accorti che ceerte risposte avevano a che fare con l'aspetto dei semi, altre con la funzione dei semi, altre ancora con la loro provenienza...

Si è discusso a lungo e, alla fine, era chiaro che il problema "che cosa sono i semi?" racchiude molte domande.

l'interno della scatola dei semi...


Nota del Redattore.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché "una anonima maestra". A parte il fatto che il titolo suona bene e richiama altre atmosfere culturali di altri tempi, il motivo è banale: la maestra in questione mi ha mandato il librone fatto in classe dai bambini, ma mi ha pregato di non mettere il suo nome.

Banale ma significativo, importante. Perché non vuole che sia pubblicato il suo nome?

Quando i suoi bambini lavorano con lei sviluppano la loro creatività, crescono curiosi, critici, capaci di scrivere, di fare di conto e con la passione per la ricerca in tutti i campi della vita.

Sarebbe bello che potesse funzionare così anche tra gli adulti, tra maestri e professori che parlando insieme senza veli, senza pregiudizi e senza servitù svilupassero la loro creatività.

Invece siamo in tempi bui, siamo al tempo delle pornoveline messe in politica, siamo all'epoca in cui mezze calzette fanno inutili corsi di aggiornamento, profumatamente pagate (altrimenti mai lo farebbero, il loro vero interesse per la scuola è zero), spiegando a maestre come questa come si fa a insegnare.

Così si uccide la creatività degli adulti.

E le persone non amano esporre a questi cialtroni che per avventura sono in posizioni chiave le loro cose più belle. In realtà costoro sono dove sono non tanto per avventura ma grazie al continuo tesssere una fitta rete di corrutele quotidiane, di vario tipo, soldi, scambi di favori, di servitù, di spocchia.

Di questi tempi bui c'è, come dire, una certa riservatezza.

Lo scopo e l'obiettivo principale del MCE è esattamente il contrario. Sviluppare la nostra creatività e sviluppare la creatività dei bambini. Spazzare ragnatele e angoli bui, crescere insieme ai bambini, agli studenti, agli adulti.

Noi crediamo fortemente che la scuola abbia bisogno di un'altra storia, e che questo sia possibile. Buon lavoro a tutti "i giusti" della nostra terra. Che siano del MCE o che non siano del MCE. Questa maestra, per esempio non è del MCE. Vogliamo darle un motivo per essere del MCE?

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