L'occasione, lo spunto è dato dall'ascolto casuale, in macchina, di una intervista a Paola Mastrocola, autrice del libro recente "Togliamo il disturbo", nella rubrica fahrenheit di radio 3.

In questa intervista ha sferrato un attacco durissimo alla scuola primaria, colpevole di essere "creativa" e non nozionistica. Ha detto cose ovvie come "gli studenti oggi non studiano più come studiavamo noi". Ha rilanciato la vecchia questione del nozionismo come essenziale per un corretto insegnamento. Ha proposto una scuola di élite dove si studia sul serio (come una volta) e altri ordini di scuola (spazzatura) per quelli che non riescono a studiare le bellezze astratte del sapere.

Quindi il problema che angoscia noi tutti è facilmente risolto: basta elininare la creatività alle primarie (a ritroso, quindi) e creare finalmente una scuola di élite a ogni livello, dove le signore Paole possano insegnare tranquillamente, riversando il loro sapere nei bambini e studenti, tornati finalmente vasi vuoti da riempire.

Ci rendiamo conto che ha abilmente sfruttato reali contraddizioni della scuola di oggi, inadeguata per molti versi rispetto allo sviluppo della società, che cerca di far risuonare la corda a tutti i docenti, primaria e secondaria, che si arrabattano tutti i giorni in una scuola che sta rapidamente diventando un inferno.

Le contraddizioni sono reali e a breve scriveremo un articolo di critica al suo libro, con citazioni adeguate e commenti nostri. Non ci piace parlare senza documenti alla mano, senza materiali, senza citazioni, senza riferimenti. Non ci piacciono i salotti televisivi.

Ma mentre la scrittura dell'articolo di critica è in corso ci piace invece pubblicare una serie di interventi di due dei sei saggi della famosa commissione, attaccati particolarmente direttamente e indirettamente dalla Mastrocola. Più precisamente Roberto Maragliano e Silvano Tagliagambe.

Altri articoli si sono aggiunti e si aggiungeranno a breve a questa pagina, magari partendo da esperienze dirette.

E' ora che a sinistra (qualunque cosa oggi voglia dire) si cominci a discutere sul serio della scuola, di che scuola vogliamo, che progetto di scuola abbiamo.

E probabilmente non si tratta di eliminare la creatività a favore dell'impegno, dell dovere, dello studio astratto (sic!). Probabilmente si tratta di altro.

Qua vogliamo inziare il dibattito, ovunque ci porterà.

Noi del MCE, noi nella scuola ci siamo, soffriamo tutti i giorni, sperimentiamo continuamente. Anche nelle superiori abbiamo esempi di come lo sviluppo della creatività porta a una conoscenza veramente solida. Pensiamo a torto o a ragione (questo lo dirà il dibattito) di avere cose da dire. Impareremo a dirle.

Levatevelo dalla testa: noi non toglieremo il disturbo.


le due culture sono una sola di Franco Figus

"la scuola raccontata al mio cane" breve recensione, pepata, di Carmen Sulis

"La scuola raccontata al mio cane - 2" seconda breve recensione, altrettanto pepata di Carmen Sulis

"La scuola raccontata al mio cane -3" le risposte vecchie e nuove collezionate da Carmen Sulis

Intervista concessa da Marco Rossi-Doria a "il canovaccio", a cura di Luisanna Ardu e Nino Martino

dove la Mastrocola è solo un pretesto per parlare di ben altro...: "...Ecco: c'è insomma bisogno di un manifesto di una scuola pubblica di oggi senza andare dietro a posizioni vecchie, a difese impossibili, a una guerra di trincea che è persa in partenza… Una bella sfida, no?"

E' la scuola di tutti che deve togliere il disturbo?

documento della segreteria nazionale del Movimento di Cooperazione Educativa

Quando l'insegnante è rabbioso di Dina Lentini

"...è abbastanza chiara la concezione della cultura come dimensione esclusiva, accessibile ad una platonica aristocrazia dello spirito. L'insegnante ne è il vate, che, come l'artista, si pone su un piano altro e alto che lo esonera da responsabilità che non gli appartengono..." Una docente di storia e filosofia del liceo classico scrive una recensione del libro "togliamo il disturbo" di Paola Mastrocola...

Togliere il disturbo? Dedicato alle Maestre d'Italia di Giancarlo Cavinato (dirigente scolastico, Movimento di cooperazione educativa, Venezia)

"Due grandi pedagogisti, Mastrocola Paola e Berlusconi Silvio, in questi giorni, hanno lanciato nuove, profonde teorie pedagogiche, che l'intero universo dell'educazione sta dibattendo...."

Signora Mastrocola ha dimenticato la scienza! nota di Andrea Mameli (ricercatore del CRS4 di Cagliari) sul video presente in youtube dell'intervista di Fazio a Paola Mastrocola.. (e qualcuno, sul suo bel blog gli ha fatto notare: anche l'arte)

non studenti e non docenti di Roberto Maragliano (su concessione dell'autore)

"...Corollario di tutto ciò è che la scuola, per come la conosciamo e pratichiamo qui da noi, non ha il benché minimo rapporto con lo sviluppo di questo strato pur così importante della maturità umana, importante per sé e per l'altro. A questo punto ci si dovrebbe/potrebbe dividere rispetto all'opportunità di far spazio, dentro la scuola, a questa area di sapere e saper fare. Altri sistemi scolastici lo fanno, noi no. Ma scandalizzarsi soltanto perché qualcuno solleva il problema è segno, io credo, di arretratezza se non di disonestà culturali..."

sapere mondano, dentro e fuori le aule scolastiche di Roberto Maragliano (su concessione dell'autore)

recensione del libro "Segmenti e bastoncini" di Lucio Russo, Feltrinelli, pubblicata da Roberto Maragliano su "Il Manifesto" il 16 aprile 1998. A questo articolo viene fatto riferimento nel corpo del testo dell'intervento "non studenti non docenti"

trascrizione dell'incontro fra Lucio Russo e Roberto Maragliano (su concessione dell'autore)

Questa è la trascrizione integrale dell'incontro avvenuto tra Lucio Russo e Roberto Maragliano e trasmesso in Lampi d'Inverno, radio 3, giovedì 9 aprile 1998, ore 17.35-18.00. A questa trascrizione viene fatto riferimento nel corpo del testo di "studenti e non docenti"

tre questioni per Silvano Tagliagambe (su concessione dell'autore)

prima domanda: sulla riforma della scuola

seconda domanda: sulle sperimentazioni in atto
terza domanda: cosa si dovrebbe fare in Italia

Intervista a Silvano Tagliagambe pubblicata sull'ultimo numero di "Scuola Democratica"

Come lavorare con gli studenti di una classe quarta di liceo scientifico, fare tutta l'ottica del programma ministeriale (anzi di più) e non avere occhi di pesce bollito di Nino Martino (del collettivo di redazione del canovaccio)
(dedicato a Paola Mastrocola assurta improvvisamente a immeritata celebrità )

il modo di fare scuola al Liceo deve essere veramente differente dal modo di fare scuola nella primaria? C'è una opposizione fra "creatività" e senso del dovere, del sacrificio, dello studio? O sono solo parole interessate?