Hanno ucciso Vittorio, un nostro figlio, compagno, partigiano.
Così è stato ucciso Rabin, e Chico Mendes, e Rostagno, e Impastato, e tanti tanti altri.
Siamo usciti da un secolo di piombo ma ne vediamo trascorrere un altro che non è esattamente quel mondo di pace che loro sognavano.
Le loro lotte, le loro battaglie, il loro 'essere umani' non hanno ancora scalfito le filiali dell'odio, della violenza, del colpo su colpo. Tutto ciò che accade sotto il cielo ci interroga fortemente in quanto educatori.
Ai bambini, ai ragazzi dobbiamo indicare la speranza in un futuro migliore, le possibilità, come ci invita a fare il maestro Roberto Lovattini con i suoi alunni di Piacenza alla ricerca di notizie positive. Ma la fatica è grande a trovare un senso a quanto accade quotidianamente, a Gaza, ad Haiti, in Libia, nell'Africa subsahariana, nel rifiuto dell'accoglienza dell'altro che ci viene prospettato, con la minaccia di sparare sui 'ragazzi che vengono', nel nostro Belpaese.
Vorremmo dire loro con Bertold Brecht 'proteggi il fratellino del nemico dalla battaglia...se lo trarrai in salvo, ti predico che...tuo figlio potrà stringergli la mano...discuteranno insieme il risultato delle guerre per il genere umano.'
Vorremmo tutti che si realizzasse il sogno di liberazione così ben descritto da Rodari in 'Giacomo di cristallo': 'I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La gente subiva e taceva, per paura delle conseguenze. Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui; egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Il tiranno fece arrestare Giacomo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella diventarono trasparenti, e dopo di loro i muri del carcere. Di notte la prigione spandeva una grande luce. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte del tiranno, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.'
Diceva una canzone catalana che ho appreso in gioventù e che ricordava il martirio di Puig Antig, arrotato nelle prigioni di Franco: 'Diciassette anni, e tu tanto vecchio...hai voluto schiacciare le sue membra, impotente per l'amore che aveva. ma non potrai, perché il suo amore ci colmerà e i nostri corpi si faranno primavera...'
E noi vorremmo dare ai bambini l'amore, la speranza, la felicità; ma anche ricordare loro, come Bartolomeo Sacco nell'ultima lettera al figlio: 'la felicità dei giochi non tenerla tutta per te.'
Questo, presidente indecente, questo, ministra incompetente, voi non potrete impedirlo di fare alla scuola: con tutte le vostre invettive, con tutti i vostri tagli, nonostante l'amicizia con i peggiori tiranni. Perché la verità è rivoluzionaria.

G. Cavinato

dirigente scolastico, Movimento di Cooperazione Educativa, Venezia