"Bambini,oggi, andiamo in giardino a fare le bolle"
" Si, che bello!"
" Certo sarà bello, ma non andiamo a fare ricreazione, andiamo a fare le bolle e a fare delle osservazioni, per vedere se le bolle fatte all'aperto sono come quelle fatte in aula."
"Maestra, sicuramente le bolle verranno molto più grandi perché in giardino c'è molta più aria" interviene Gianmarco.
" Ma guarda che non c'entra niente: le bolle diventano più grandi se soffi l'aria dentro, l'aria che sta fuori non c'entra per niente!" replica subito Federico, bruciando sul filo di lana anche le maestre.
" Allora andiamo in giardino e proviamo" propone maestra Tonia.
In giardino distribuiamo a ogni bambino un bicchiere con un po' di saponata avanzata dalla settimana precedente e una cannuccia.
La giornata è molto fredda e non c'è sole.
I bambini cominciano a fare le bolle per aria ma scoppiano subito oppure si dirigono rapidamente verso il basso.
Qualcuno deve ancora imparare a controllare il soffio per far crescere la bolla.
C'è un po' di delusione. In effetti anche noi maestre ci aspettavamo che le bolle volassero nell'aria. Ma non ci perdiamo d'animo.
"Bambini, vediamo se sul cemento è possibile fare le bolle come sul banco".
Partono subito verso un muricciolo di cemento, piuttosto ruvido, ma subito i bambini osservano " È troppo ruvido, le bolle non si attaccano". Allora li invitiamo a provare sul campetto, dove il cemento è più liscio.
Ma anche lì le bolle non si attaccano e non crescono.
Invitiamo i bambini a bagnare il cemento con la saponata, e allora si cominciano a formare le bolle e allora i bambini si scatenano: si prova sul cemento liscio e si riprova sul muretto ruvido.
I bambini provano di nuovo tutte le composizioni che hanno imparato a fare sul banco: bolle singole, bolle una dentro l'altra, bolle "culetto", le bolle sospese sulla cannuccia.
Maestra Cinzia chiede "Sull'albero si potranno fare le bolle?", subito due bambini partono verso i poderosi eucaliptus.
Dopo alcuni tentativi negativi, maestra Cinzia suggerisce " Forse anche il tronco va bagnato con la saponata" . E così i bambini riescono a fare le bolle sul tronco, subito altri bambini li imitano su altri tronchi.
C'è grande soddisfazione ma anche voglia di sperimentare e infatti senza suggerimenti provano a fare le bolle sulla sabbia, su una pietra e anche sulla ringhiera della recinzione.
C'è grande soddisfazione perché sulla ringhiera,che intrecciandosi forma dei quadrati , le bolle assumono forme particolari.
" Hanno la forma di triangolo panciuto" osserva Federico S " perché qui sulla ringhiera le bolle hanno due lati, mentre sul banco ne hanno uno solo!" "Ma non vedi che non è un triangolo, la bolla occupa l'angolo!" precisa subito Matteo S.
Le scoperte di qualcuno diventano subito patrimonio di sperimentazione per altri.
I bambini osservano che sulle bolle si osservano mille colori. Ma anche in riflesso degli alberi, di chi fa la bolla e dei compagni che stanno vicini. "Sono diventate riflettenti" grida Francesca.
I bambini osservano che in aula i riflessi delle cose non si vedevano molto bene, mentre in giardino sì..
I bambini sono liberi di sperimentare e quando scoprono qualcosa di particolare gridano " Maestra, vieni a vedere!!!" e noi scattiamo tante foto.
Ad un certo punto un bambino fa una bolla libera in aria che finalmente vola verso l'alto, istintivamente un compagno soffia dal basso verso l'alto sotto la bolla inseguendola.
La bolla comincia a salire sempre più , subito accorrono altri due bambini che cominciano a soffiare con le cannucce spingendo la bolla verso il cielo.
La bolla vola sempre più in alto ( forse aiutata dal soffio dei bambini ha trovato una termica), supera la ringhiera e continuando a salire va nel giardino accanto. Tutti siamo lì a contemplare quella bolla che sale e sale. E' un momento magico i bambini gridano di felicità "tifando" per la bolla "Sali, Sali ancora…." Poi la bolla sparisce dalla nostra vista.
I bambini sono entusiasti, li invitiamo a riprovare e a collaborare ma non si riesce a riprodurre quel momento magico.
È passata quasi un'ora i bambini hanno voglia di giocare e Federico e Nicolò fanno la "guerra di bolle", una specie di scherma, uno fa una bolla e l'altro con la sua cannuccia cerca di scoppiarla. Contiamo i punti.
Altri invece fanno a gara a chi ne produce in numero maggiore.
"È ora di salire bambini" e prima di andare in mensa ognuno fa il suo disegno.
Nel pomeriggio ognuno con grande soddisfazione scriverà un testo.

I bambini ormai scatenati sperimentano con la fantasia a briglia sciolta (N.d.R.)

bolla "corner"

 

bolla sul cemento

 

 

 

 

 

bava di lumaca

 

bolle culetto

 

Breve nota di commento di Nino Martino

E' affascinante vedere come i bambini, se non sono repressi nella loro fantasia sono dei veri creatori ... di esperimenti. Non ho mai fatto in vita mia bolle sul cemento e nemmeno su una grata di ferro. Si sono lanciarti alla scoperta di nuove forme e di nuovi materiali

il giardino è una miniera di possibili esperimenti con le bolle di sapone. E' così che indagano la realtà del mondo che li circonda (N.d.R.)

meglio comodi

 

si esaminano nuove possibilità


bolle sul tronco

 

anche una grata di ferro può essere utilizzata...

 

la grata, il ferro e la bolla dentro la bolla

 

la grata, il ferro e la bolla corner

Ulteriore nota di commento

Rispetto all'esperienza dell'anno precedente, riportata in altra parte del "canovaccio", fatta con altre maestre, e in una classe prima e non seconda come quest'anno, si nota subito che lo sviluppo dell'esperienza prende una piega diversa. E' il metodo naturale. Ogni volta cambiano i bambini, cambiano le maestre, cambiano gli umori e la storia. Questa è la ricchezza della vita